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Tra emozioni e ribellioni: la musica negli anni 70

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Durata: 52m
  • Gli anni ’70 in Italia non sono solo gli “anni di piombo” e della strategia della tensione, ma anche uno dei decenni più fertili e creativi dal punto di vista musicale.
    La puntata di Correva l’anno ne ripercorre le tappe più significative, spesso segnate dalla contrapposizione fra “impegno”, parola d’ordine della nuova cultura giovanile, e “consumo”, cioè le tradizionali esigenze commerciali che dominano il mercato.

    Sulla scia del clamoroso successo di Woodstock, la passione per i megaraduni rock si diffonde in tutto il Paese, da Viareggio a Milano, da Roma a Licola. Vi si affermano nuovi interpreti, come Mia Martini, e nasce un nuovo tipo di musica, detta “progressive”, subito ribattezzata dai detrattori “spaghetti rock”. In un locale di Roma, il Folkstudio, dove si esibiscono per la prima volta Antonello Venditti e Francesco De Gregori, si gettano le basi per la nuova canzone d’autore italiana. Il successo è così travolgente che gli anni ’70 saranno soprattutto gli anni del boom dei cantautori, spesso tuttavia diversissimi fra loro: dalla nostalgia esistenzialista di Francesco Guccini agli sperimentalismi di Franco Battiato, dall’eclettismo di Lucio Dalla alla “voglia di tenerezza” di Claudio Baglioni.
    Nel frattempo Lucio Battisti fa compiere alla musica leggera italiana una vera e propria rivoluzione: leggendario il suo duetto con Mina durante il varietà televisivo Teatro 10. Poco dopo entrambi gli artisti decideranno di rendersi “invisibili” agli occhi dei media: una scelta che è la spia di un disagio profondo. E mentre il Festival di Sanremo attraversa una crisi disastrosa, le nuove radio libere rompono il tradizionale monopolio di “mamma Rai” e moltiplicano in misura esponenziale la quantità di canzoni trasmesse.

    Il generale clima di protesta politica si riflette anche nel mondo della canzone: Gianni Morandi viene fischiato e contestato dal pubblico, De Gregori e Venditti sono costretti a subire veri e propri processi sul palco, accusati di essere “venduti al sistema”. Nel 1977 si assiste all’ultimo grande sussulto del movimento giovanile, strettamente legato alla nuova musica punk e ai modi sguaiati e dissacranti del rock “demenziale”. Finché, alla fine del decennio, il trionfo planetario della “disco music” segnerà la fine definitiva del movimento di contestazione e l’inizio della nuova stagione del “riflusso”.
    In conclusione, come di consueto, l’editoriale di Paolo Mieli.

    Fonte: Youtube.com

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